Come Creare una Fattura Professionale in Italia: Guida Completa 2025
Elementi obbligatori, aliquote IVA, fatturazione elettronica, regime forfettario e consigli per farsi pagare — tutto in un'unica guida pratica.
Emettere fatture corrette è un obbligo fiscale fondamentale per qualsiasi libero professionista o azienda in Italia. Una fattura incompleta o errata può comportare sanzioni dell'Agenzia delle Entrate e impedire al cliente di detrarre l'IVA.
Elementi obbligatori di una fattura italiana
Secondo il D.P.R. 633/1972 e successive modifiche, ogni fattura deve contenere:
- Data di emissione della fattura
- Numero progressivo che la identifichi in modo univoco
- Denominazione, nome, cognome e indirizzo del cedente/prestatore
- Partita IVA del cedente/prestatore
- Codice fiscale (per persone fisiche)
- Denominazione, nome, cognome e indirizzo del cessionario/committente
- Partita IVA o codice fiscale del cliente
- Natura, qualità e quantità dei beni e servizi
- Base imponibile (importo senza IVA)
- Aliquota IVA applicata e importo dell'IVA
- Importo totale
Aliquote IVA in Italia (2025)
- 22%: Aliquota ordinaria
- 10%: Aliquota ridotta (turismo, alcuni alimentari, costruzioni)
- 5%: Aliquota super-ridotta (alcuni beni di prima necessità)
- 4%: Aliquota minima (prodotti alimentari base, editoria, disabili)
Fattura elettronica: obbligo e procedure
Dal 1° gennaio 2019, la fatturazione elettronica è obbligatoria per tutte le operazioni tra soggetti IVA in Italia. Le fatture devono essere trasmesse tramite il Sistema di Interscambio (SDI) dell'Agenzia delle Entrate nel formato XML FatturaPA.
Chi è escluso dall'obbligo: i contribuenti in regime forfettario o dei minimi (fino a fine 2024, poi anche per loro scatta l'obbligo progressivamente).
Guida passo-passo alla creazione della fattura
Passo 1: Scegli un modello professionale
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Passo 2: Inserisci i tuoi dati
Includi ragione sociale o nome e cognome, indirizzo completo, Partita IVA e/o codice fiscale. Aggiungi il tuo logo per una presentazione più professionale.
Regime forfettario: Se sei in regime forfettario, non devi applicare l'IVA. Devi però indicare in fattura: "Operazione effettuata ai sensi dell'art. 1, commi 54-89, L. 190/2014 – Regime Forfettario. IVA non applicata."
Passo 3: Dati del cliente
Inserisci nome/ragione sociale, indirizzo, Partita IVA e codice fiscale del cliente. Per clienti UE, inserisci anche il numero IVA intracomunitario. Per clienti privati italiani, è sufficiente il codice fiscale.
Passo 4: Numerazione progressiva
Ogni fattura deve avere un numero progressivo univoco, senza lacune all'interno dell'anno solare. Puoi usare più sèrie (es.: A2025/001, B2025/001) ma ogni serie deve essere continua.
Passo 5: Descrivi dettagliatamente i servizi
Evita descrizioni generiche come "prestazione professionale". Scrivi invece:
"Consulenza SEO e ottimizzazione del sito web — 20 ore × 80 €/ora — gennaio 2025"
Passo 6: IVA e ritenuta d'acconto
Se sei un lavoratore autonomo, potresti dover applicare la ritenuta d'acconto del 20% che il tuo cliente trattiene e versa all'erario per tuo conto. Mostrala separatamente sulla fattura:
- Imponibile: €1.000,00
- IVA 22%: €220,00
- Ritenuta d'acconto 20%: €200,00
- Netto a pagare: €1.020,00
Passo 7: Termini di pagamento
Specifica una data di scadenza precisa. Il D.Lgs. 231/2002 prevede un termine massimo di 30 giorni per i pagamenti tra imprese, elevabile a 60 in casi particolari.
Conservazione delle fatture
Le fatture devono essere conservate per 10 anni dall'emissione. Per le fatture elettroniche, l'Agenzia delle Entrate mette a disposizione il servizio gratuito di conservazione a norma.
FAQ
Quando è obbligatoria la fattura elettronica?▼
Dal 2019 per le partite IVA ordinarie. Dal 1° luglio 2022 anche per i forfettari con ricavi sopra 25.000 €. Dal 1° gennaio 2024, l'obbligo è esteso a tutti i forfettari indipendentemente dal fatturato.
Cos'è il regime forfettario?▼
È un regime fiscale agevolato per lavoratori autonomi con ricavi fino a 85.000 €. Si paga un'imposta sostitutiva del 15% (5% nei primi 5 anni). Non si applica l'IVA e non si effettuano ritenute d'acconto.
Come funziona la ritenuta d'acconto?▼
La ritenuta d'acconto del 20% viene trattenuta dal cliente sul compenso lordo e versata all'erario in tuo nome. Viene poi recuperata come credito d'imposta nella dichiarazione dei redditi. Non si applica in regime forfettario.
Cosa fare in caso di mancato pagamento?▼
Prima di tutto, invia diffide formali per iscritto. Se non efficaci, puoi richiedere un decreto ingiuntivo al Tribunale competente o ricorrere a un'agenzia di recupero crediti. Per importi inferiori a 5.000 €, il giudice di pace è competente.
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